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Il mare in rete - anno IV n°. 33 – Marzo 2010 – reg.Trib. di Milano n.318 del 14 maggio 2007

COLLABORARE A SOTTACQUA

A cura di Paolo Bastoni Commenti disabilitati


 

al lavoro su SOTTACQUA

al lavoro su SOTTACQUA

Quando iniziai a lavorare per i giornali avevo già alle spalle una dozzina di anni di lavoro come fotografo per la moda e la pubblicità, e con un buon nome che mi ero costruito sulla piazza di Milano. Oltre a questo avevo anche alcune collaborazioni saltuarie con alcune riviste del settore subacqueo. Eravamo alla fine degli anni ’80 e avevo preso appuntamento con il photo editor di una delle maggiori riviste di viaggi allora edite in Italia (pubblicata anche oggi), gli portai un servizio su Ponza che ritenevo bello, le immagini ben costruite, una scheda di spiegazione del “taglio” che avrei dato a quel servizio, insomma, mi sembrava che io, buon fotografo in ambiti impegnativi quali erano quelli in cui mi muovevo, avessi tutte le carte in regola per cambiare genere e settore.


Il photo editor mi accolse con molta gentilezza, io sfoderai i plasticoni (per chi nasce oggi con la tecnologia digitale i plasticoni sono dei fogli A4 in plastica trasparente con il dorso opalino e con venti tasche per le diapositive 24×36 in maniera da poterle osservare rapidamente su un visore) e glieli porsi.

Rimasi lì a guardare quel personaggio che doveva decidere del mio futuro nel campo della stampa con una certa tranquillità perché – appunto – sicuro della bontà del materiale che gli stavo proponendo.

“Belle foto, molto belle alcune…” mi disse quando alzò lo sguardo dall’esame dei plasticoni, e io mi ritrovai stampato sulla faccia, in automatico, un sorriso di soddisfazione “… ma il servizio dov’è?!?…”. Il sorriso mi si congelò sul viso “prego?” mi trovai a chiedere cercando di capire.

Malaysia, il centro di Kuala Lumpur

Malaysia, il centro di Kuala Lumpur

Bene, quel personaggio, con un atteggiamento secondo me un po’ perfido, mi aveva voluto dare una lezione, e c’era riuscito! In buona sostanza mi spiegò – con un sorrisetto furbo – che se volevo avrebbe potuto acquistare qualche singola fotografia perché – appunto – le singole foto erano effettivamente belle, ma da lì a comprare il servizio completo c’era così tanta strada che, in effetti, non era percorribile. In sostanza mi spiegò che per fare un buon servizio giornalistico non è sufficiente portare un malloppo di fotografie stratosferiche: queste devono raccontare una storia, la stessa storia del pezzo scritto che deve essere letta anche dalle immagini, senza dover ricorrere al testo.

 

Quella fu la prima lezione di giornalismo che ricevetti, e non ne faccio una differenza tra giornalismo scritto o giornalismo fotografato: esiste solo Il giornalismo. Qualunque sia l’argomento trattato è necessario che alla base di quanto stiamo descrivendo (in parole o immagini) ci sia una storia, e non è facile identificare come costruirla con le immagini: mentre con le parole è più semplice costruire un racconto le immagini devono essere interpretate, bisogna capire come utilizzarle, quali realizzare e come.

Ogni tanto in redazione riceviamo qualche e-mail di qualcuno che si propone come collaboratore, in linea di massima rispondo (ma non sempre ci riesco, lo confesso…) che siamo d’accordo e che ci proponga qualcosa, quasi sempre ci vengono inviate poche foto e, come mi disse quel lontano photo editor, sempre slegate tra di loro, insomma: niente servizio.

Ho deciso allora, in un certo senso per dare una risposta unica ed uniforme a tutti, di scrivere questo pezzo per dare le indicazioni precise di quello che, come direttore di questa testata, come fotografo e come giornalista, mi aspetto da chi vuole collaborare con un giornale, in generale, e con SOTTACQUA in particolare.

Il primo suggerimento, visto che si parla di servizi completi, testo e fotografie, è una semplice norma da osservare quando si decide di realizzare un reportage, non importa se alle Andamane o a Portofino: “fotografare ciò di cui si parlerà e parlare di quel che si è fotografato”. In definitiva è necessario avere la documentazione completa di ciò che si vuol mostrare con le immagini, in maniera da poterlo descrivere.

Un giornale diffuso via web, oltretutto, non ha i limiti di un suo omologo tradizionale, cartaceo, e mi riferisco alla foliazione, al numero limitato di pagine che possono essere messe a disposizione di un reportage e nelle quali devono starci sia il testo sia le foto, ragion per cui , alla fine, in effetti spesso le foto – se non c’è un bravo photoeditor in redazione – non riescono, alla fine, a raccontare la storia.

Un web magazine, invece, ha il vantaggio di non porre limiti alle immagini pubblicabili. Certo, il piacere di una bella fotografia “sparata” a doppia pagina, il profumo dell’inchiostro mancano nelle fotografie viste su un monitor, ma il vantaggio di poter vedere reportages corredati di sessanta, settanta, cento fotografie è il rovescio positivo della medaglia, e poi non dimentichiamo che i monitor diventano, facilmente, sempre più grandi – ormai per un 21 pollici non è più necessario accendere un mutuo – e le immagini così ci guadagnano…

 

Gigi&Cri al lavoro nella preparazione di un viaggio

Gigi&Cri al lavoro nella preparazione di un viaggio

Ma sono finito fuori tema, torniamo quindi a “come” realizzare un servizio per SOTTACQUA (principi che dovrebbero servire per qualunque periodico che si rispetti).

 

Ho detto del principio fondamentale, ma la cosa importante per fare un buon lavoro è prepararlo “prima” di partire: il viaggio, prima ancora di essere saliti su un aereo (o su un treno, o in auto…), bisogna già averlo fatto, arrivare alla nostra meta con le idee chiare, sapendo tutto quel che c’è da sapere, avendo costruito, sulla carta, una scaletta, una storia, una sceneggiatura.

Un servizio giornalistico – e soprattutto un reportage geografico – per raccogliere interesse deve, prima di tutto, raccontare una storia. I passaggi, quindi, sono questi: prima di tutto conoscere alla perfezione il territorio, quello che offre (soprattutto in funzione dei nostri interessi o di quelli dei potenziali lettori) e tutta la logistica. Quindi: abbondanti consultazioni su internet, “farsi una cultura” sui luoghi che visiteremo (a questo proposito i servizio di Gigi&Cri “Preparando… le Fiji” dà delle interessanti indicazioni); preparare un itinerario da seguire, elaborare – sulla base di quanto ci interesserà vedere – una “storia” da raccontare; individuare, per la più completa descrizione della storia, quali sono i punti salienti da visitare, da descrivere e fotografare, insomma, arrivare a destinazione già con la pianificazione delle cose da vedere e fotografare.

Certo, questa procedura farà storcere il naso agli amanti dell’improvvisazione, di quelli che vogliono scoprire sul posto quanto ci può essere da vedere, queste ricerche tolgono di sicuro la sorpresa ma… Ma due considerazioni: la prima basata sulla mia esperienza personale, ovvero che, nonostante quando arrivo in un paese, in un luogo io lo conosco meglio dei residenti, la sorpresa nel vedere poi davvero quanto ho esaminato in fotografia o sul web resta: le torri di Kuala Lumpur o la cordillera argentina sono comunque affascinanti, anche se le abbiamo passate al microscopio prima della partenza. Ovviamente, per riportare una documentazione completa bisogna avere immagini e testo anche delle location “ovvie”, quelle, appunto, “da cartolina”, e sarà necessario aggiungere la parte delle informazioni pratiche: come arrivare, quali mezzi, quali costi, dove dormire, mangiare, cosa comprare nello shopping, suggerimenti nel cosa vedere ma anche sul come comportarsi nel rapporto con i locali, soprattutto se ci troviamo in un paese orientale dove sui e costumi sono spesso molto lontani dai nostri in molti dettagli. Quando racconterete le immersioni cercate di fare delle descrizioni da log book: più o meno dappertutto nei mari tropicali ci si immerge “in una nuvola di pesciolini colorati”, ma “quella”grotta, “quella” parete, “quella” secca, “quel” relitto sono presenti soltanto nel luogo dove vi siete recati. Quindi le indicazioni sulla difficoltà di immersione, le cartatteristiche orografiche e così via…

 


 

si chiude il numero

si chiude il numero

Seconda considerazione: se vuoi portare a casa un buon reportage DEVI procedere in questa maniera, altrimenti riporterai magari delle belle cartoline ma la storia non l’avrai e non sarai in grado di proporre alcunché di interessante…



 

Ultime indicazioni che riguardano il “come” fotografare: quando si effettua una ripresa in linea di massima cercate di realizzare più di uno scatto: uno in orizzontale e uno in verticale, come minimo, poi cercare punti di vista diversi dello stesso soggetto in maniera da poter poi proporre una maggior varietà di situazioni. È ovvio che prima di presentare un servizio dovrete fare una scrematura, dovrete proporre al massimo 50-100 foto, badando che in quelle immagini ci sia tutta la storia.

Un’altra cosa: le immagini dovranno avere una numerazione progressiva e dovranno essere allegate le didascalie di ogni immagine presentata. Possono essere succinte – perché la spiegazione approfondita si troverà già nel testo – ma devono almeno contenere l’indicazione base per identificare con precisione il soggetto (o i soggetti) ritratti.

Ecco, qui c’è praticamente tutto il necessario per realizzare un buon servizio per SOTTACQUA (ma anche per qualunque altra testata) o per organizzare un pezzo da qualcosa che fa già parte del vostro archivio. Noi valuteremo i materiale che ci invierete e lo commenteremo con voi, in ogni caso, sia che lo si pubblichi sia che non possa venir proposto sulle “pagine” del nostro giornale.

Come abbiamo dichiarato fin dalla nascita di SOTTACQUA uno degli obbiettivi del giornale è quello di far nascere una nuova generazione di “reporter del blu”, oggi, con questa nuova veste grafica, con una serie di innovazioni che pian piano andranno ad arricchire il nostro periodico, iniziamo davvero in questa iniziativa, questa “scuola” che speriamo possa dare nuovi talenti, nuove “penne”, nuovi punti di vista al reportage geografico subacqueo.

Buon lavoro!

SPECIALE: GIO’SUB, EXPLORO MILLO secondo giorno

A cura di redazione Commenti disabilitati

speciali_06_09_millo_02La perturbazione meteorologica inseritasi nel nostro Paese all’inizio della settimana rende la vita difficile ai ragazzi della spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009. Anche oggi ci svegliamo poco dopo il sorgere del sole per trovare il camping Oasi di Badolato bagnato da una pioggerella insistente…anche se le previsioni ed il cielo ci regalano abbondanti sprazzi di sereno.

Carichiamo tutte le attrezzature sul furgone dello Staff Gio’Sub e sulle auto dei partecipanti per avviarci verso il porto dal quale il gommone del Diving Thalassoma di Andrea Paladino, che per primo trovò e scese sul relitto dell’Ammiraglio Millo, ed il Caroline di Lino Muraca ci attendono per le operazioni della giornata. Le condizioni del mare sembrano garantire una buona navigabilità e, come sperano un po’ tutti quanti, una visibilità superiore a quella di ieri…

Ma bastano pochi minuti di navigazione verso sud che il mare inizia a montare e ad incresparsi. Bassi nuvoloni grigi ci vengono incontro con rapidi scrosci di pioggia leggera. Sotto il tendalino del gommone del team Gio’Sub Exploro Millo 2009 trova riparo il fotografo Paolo Sala, di Inimmaginabile Studio, che riprende stoicamente le operazioni mentre i ragazzi di Lorenzo Del Veneziano iniziano a prepararsi per entrare in acqua.

Ragazzi c’è corrente molto forte…” esordisce Lorenzo Del Veneziano osservando l’angolo dell’ormeggio sul relitto “sembra superficiale ma ha l’aria di spingere come un fiume in piena!” la cosa viene confermata anche dall’amico Paolo Palladino la corrente spinge verso sud…anche se il vento è di libeccio, ci sono le premesse per cui il relitto si presenti pulito e vi offra una buona visibilità!…

Untitled DocumentMentre i sommozzatori del team di Lorenzo Del Veneziano scendono in acqua e spariscono sul pedagno del relitto i ragazzi che affiancano la spedizione, a bordo del motoscafo di Lino, seguono le operazioni rendendosi disponibili a dare una mano dove necessiti al team di Lorenzo.

Sono tutti subacquei tecnici esperti e fin da subito capiscono che il mare oggi sarà impegnativo e le condizioni di corrente metteranno a dura prova le loro capacità. Infatti registriamo alcune rinunce per l’eccessiva corrente di superficie che non permette ai partecipanti di raggiungere il pedagno del relitto. Ma la sicurezza ed il buon senso vengono prima di tutto! E dopo qualche momento di sconforto una risata liberatoria cancella tutto… pronti a fare assistenza ai compagni in acqua attendiamo il riemergere dei nostri esploratori.

Il tempo cambia ancora regalandoci una bella ma fastidiosa onda lunga. La stessa si ingrossa, sotto il vento che aumenta, non permettendo alle imbarcazioni di rimanere al fianco…”l’ormeggio strappa troppo…meglio sganciare…!” mentre la stazione decompressiva ed il trapezio per l’ultima sosta viene calato in acqua il motoscafo di Lino recupera la cima ed in pochi secondi si trova ad un centinaio di metri dal gommone della spedizione.

Untitled DocumentDopo diversi minuti affiorano i primi ragazzi che affiacano la spedizione, sono Andrea e Fulvio che avevano il compito di guidare la videocamera negli squarci aperti e nei tubi lanciasiluri del relitto… “ragazzi una fatica incredibile stare sul relitto e sul pedagno ma la visibilità sul relitto era spettacolare!” provati dall’esperienza riguadagnano il loro posto sulla barca di Lino. Provati ma euforici per la bella immersione fatta.

Passano più di due ore prima che il team Gio’Sub Exploro Millo inizi a riapparire in superficie con Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori che , una volta riguadagnato il gommone, ci raccontano dell’esperianza: “Ottima la visibilità… abbiamo filmato tutto il fianco sinistro del relitto, Roberto ha trovato anche un boccaporto a poca distanza dal corpo del sommergibile. Le condizioni di lavoro erano pessime per la corrente che ci spostava ed abbiamo faticato a rimanere sul relitto! Abbiamo incontrato Lorenzo (Del Veneziano) che si è fatto passare la

videocamera per completare alcune sequenze di ripresa!“. Diversi minuti più tardi riaffiora anche il capo della spedizione, provato ma esaltato dalla visibilità trovata.

Rientriamo al porto per scaricare i mezzi e tornare al camping a riposare e riscaldarci dalla giornata uggiosa.

SPECIALE: GIO’SUB, EXPLORO MILLO primo giorno

A cura di redazione Commenti disabilitati

speciali_06_09_millo_01Primo giorno di spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009 inizia al mattino presto! Tenendo conto dei consigli di Paolo Palladino, primo subacqueo a scendere sul relitto del Millo, del Thalassoma Diving Center e di Lino Muraca i ragazzi della spedizione partono poco prima delle ore 7.00 dalla Marina di Badolato (Cz), in modo da anticipare il vento che potrebbe ingrossare il mare rendendo difficoltose le operazioni.

Assieme al team di Lorenzo Del Veneziano si sono affiancati alla spedizione amici ed appassionati di subacquea, che hanno deciso di dare una mano a questa nuova impresa di Lorenzo.

Quindi oltre al Team dei ragazzi di Lorenzo, che vede: Gianluca Bozzo, Lorenzo Stucchi (già con Del Veneziano nella precedente esplorazione promossa dalla Gio’Sub sul relitto del Bianca C – il Titanic dei Caraibi, a Grenada) e Roberto Liguori. Troviamo una allegra e variopinta compagnia di subacquei tecnici che potranno scendere sul relitto dell’Ammiraglio Millo… oppure usare la settimana a disposizione per visitare gli altri relitti presenti nello Jonio calabro.

Untitled DocumentIl team della spedizione e i ragazzi che hanno affiancato l’uscita stivano le proprie attrezzature sul gommone del Centro Diving Thalassoma di Paolo Palladino, assieme a Filippo, e sulla spaziosa barca di Lino Muraca, coadiuvato da Gennaro. In poco meno di mezz’ora arriviamo sul punto di immersione, 20 miglia a sud del camping Oasi che ci ospita e circa 2,5 miglia dalla linea di costa… effettivamente a poca distranza dal faro di Punta Stilo.

Untitled DocumentI preparativi incalzano e l’ora dell’immersione è giunta…mentre il gommone appronta trapezio e stazione decompressiva Lorenzo Del Veneziano distribuisce i compiti al proprio staff. Ordinatamente scendono in acqua e senza bolle spariscono nel blu dello Jonio solcato da un leggero grecale. Paolo è leggermente scettico in merito alla visibilità che i ragazzi potranno incontrare sul relitto… ” solitamente quando entra grecale, in profondità la corrente si muove da sud portando sospensione sul relitto… spero di sbagliarmi e che i ragazzi facciano una bella immersione!” ma dopo pochi minuti che i ragazzi si sono immersi il mare monta di qualche metro facendoci ballare in superficie.

Dopo una mezz’ora è il turno dei ragazzi che affiancano la spedizione… quindi si gettano Fulvio, Andrea, Max e Gabriele scendendo lungo la sagola del relitto per svolgere i compiti di supporto assegnati la sera prima nel briefing da Lorenzo. La sola che rimane in superficie è Elena che scenderà di li a poco per assistere il team nelle fasi di deco. Il tempo scorre lento… e lentamente anche il mare va placandosi.

Elena e Filippo, sommozzatori di assistenza, scendono a recuperare il materiale del team e dei ragazzi scesi poco dopo… Dopo 150′ il team Gio’Sub Exploro Millo inizia a riapparire in superficie con Lorenzo Del Veneziano e Gianluca Bozzo che, una volta riguadagnato il gommone, ci raccontano della pessima visibilità incontrata e delle difficoltà che si sono trovati ad affrontare una volta sul relitto. Untitled DocumentComunque il lavoro l’abbiamo fatto…” esordisce Lorenzo “nonostante la visibilità non superasse i 4/5metri il relitto è veramente bello, enorme ed offre molti spunti per realizzare un buon lavoro!“. Dopo altri venti minuti riaffiorano anche Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori che avevano effettuato un 40′ di tempo di fondo… Si rientra in porto… per vedere il materiale foto e video realizzato.

Scarichiamo tutta l’attrezzatura dividendocela tra il PU dello staff Gio’Sub e i mezzi dei ragazzi.

Le impressioni arricchiscono l’immersione e la scarsa visibilità incontrata sul fondo… tutti hanno visitato porzioni diverse del relitto ma ognuno è stato felice di aver partecipato e contribuito al lavoro della spedizione.

Archiviamo l’immersione con propositi nuovi per la giornata di domani!

speciali_06_09_millo_00SOTTACQUA è lieta di presentare sulle sue pagine il resoconto in forma di diario dell’ultima spedizione organizzata da Giuseppe Sala, patron della casa di Roncadelle che, capofila di una serie di sponsor, ha promosso – nonostante le difficoltà che tutte le aziende devono affrontare in questo periodo – la spedizione sul relitto del sommergibile “Ammiraglio Millo” capitanata da Lorenzo del Veneziano, già protagonista di altri due exploit firmati Gio’Sub: EXPLORO Yolanda, con le immersioni record in Mar Rosso e la più recente EXPLORO Bianca C, sul “Titanic” italiano affondato ai Caraibi.

Con questa terza iniziativa il diario di bordo delle spedizioni EXPLORO si arricchisce di un nuovo capitolo sulle immersioni sui relitti italiani: il sommergibile “Ammiraglio Millo”, affondato da due siluri lanciati dal sommergibile inglese “Ultimatum” il 14 marzo del ’42 e che ora giace a 70 metri di profondità nelle acque dello Jonio calabrese.

Seguite con noi, giorno per giorno, lo svolgimento di quest’ultima avventura targata Gio’Sub.

Gio’Sub - Exploro MilloPunta Stilo, 22 – 27 giugno 2009

38° 27′ N – 16° 37′ E

GIORNO ZERO

speciali_06_09_millo_02La Spedizione

Partita la nuova esplorazione dall’azienda di illuminatori subacquei Gio’Sub di Roncadelle.

Domenica 21 giugno l’appuntamento del team Exploro è al Diving Centro Sub Tigulio di Lorenzo Del Veneziano e Eva Bacchetta. Dove il capo spedizione e testimonial dei prodotti Gio’Sub, il fotografo Lorenzo Del Veneziano, è impegnato nelle normali attività del Diving.

Ore 11.00 mentre Lorenzo sta rientrando in gommone dal promontorio di Porto Fino lo staff della Gio’Sub si appresta al carico del materiale necessario per l’esplorazione programmata. Diverse casse di attrezzatura contenenti i preziosi rebreather necessari per la spedizione, l’attrezzatura foto e video, erogatori, compressori e bombole di gas, vengono stipate sul PU dello staff.

Ore 14.00 la partenza da Genova. Mentre il resto del team e dei subacquei che si sono proposti per affiancare la spedizione si riuniscono per affrontare il viaggio il PU del materiale inizia la sua lenta discesa che lo porterà ad attraversare tutto il Paese.

Per tutti l’appuntamento sarà per lunedì 22 giugno presso il camping oasi di Badolato (Cz), dove assieme alla guide e nostro contatto in Calabria, l’Istruttore TSA Lino Muraca vedremo di realizzare il campo base per le ricariche dell’attrezzatura del team e le partenze giornaliere alla volta del relitto del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo. Un relitto già noto e visitato, come riferito dal comunicato stampa dell’azienda bresciana divulgato tempo addietro, ma che va a completare una rosa di spedizioni e di lavori effettuati dallo scopritore di relitti genovese nell’arco della sua carriera. Il viaggio scorre tranquillo regalando occhiate all’attrezzatura trasportata e fissata con elastici e cime.

speciali_06_09_millo_03Ore 20.19 alle luci del tramonto Cassino ci accoglie con un meraviglioso arcobaleno che si staglia alla nostra destra perdendosi poi nelle uvole gonfie e basse.

Tre soste di rifornimento si sono alternate lungo il viaggio, permettendoci di scaricare un po’ di stanchezza dalle ossa. Il tempo è sereno ma oltre Napoli le nubi si fanno incontro sempre più veloci.

La temperatura, che non è mai stata degna del primo giorno d’estate, precipita velocemente e sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria ci troviamo con 10°C. A mattina inoltrata un sosta di qualche ora ci permette di riprenderci dal torpore e dalla stanchezza…per rimetterci in marcia, alternandoci alla giuda del mezzo.

Finalmente il viaggio sembra essere alla fine…ore 5.25 mentre i primi raggi dell’alba si fanno strada attraverso la notte oltrepassiamo Lamezia Terme e ci spostiamo in direzione Catanzaro – Soverato dal quale raggiungere il punto prefissato.

speciali_06_09_millo_06Gli elastici hanno sopportato bene i 1430Km di viaggio… ed anche il lavoro di carico ha dimostrato di essere stato effettuato in modo corretto, non si è mosso nulla dalla partenza di Genova. Arriviamo presto… presto per trovare la direzione del camping ed entrare in stanza. Ci concediamo un po’ di relax in spiaggia a goderci il sole che sorge sullo Jonio. Una rapida puntata al faro di Punta Stilo, con il suo occhio puntato sul mare, ed ai borghi

arroccati nell’entroterra.

Mare di casa nostra… siamo arrivati, con un nuova storia da essere raccontata.

PRIMO GIORNO

Primo giorno di spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009 inizia al mattino presto! Tenendo conto dei consigli di Paolo Palladino, primo subacqueo a scendere sul relitto del Millo, del Thalassoma Diving Center e di Lino Muraca i ragazzi della spedizione partono poco prima delle ore 7.00 dalla Marina di Badolato (Cz), in modo da anticipare il vento che potrebbe ingrossare il mare rendendo difficoltose le operazioni.

Assieme al team di Lorenzo Del Veneziano si sono affiancati alla spedizione amici ed appassionati di subacquea, che hanno deciso di dare una mano a questa nuova impresa di Lorenzo.


il team di Exploro Millo

il team di Exploro Millo

Quindi oltre al Team dei ragazzi di Lorenzo, che vede: Gianluca Bozzo, Lorenzo Stucchi (già con Del Veneziano nella precedente esplorazione promossa dalla Gio’Sub sul relitto del Bianca C – il Titanic dei Caraibi, a Grenada) e Roberto Liguori. Troviamo una allegra e variopinta compagnia di subacquei tecnici che

potranno scendere sul relitto dell’Ammiraglio Millo… oppure usare la settimana a disposizione per visitare gli altri relitti presenti nello Jonio calabro.



Il team della spedizione e i ragazzi che hanno affiancato l’uscita stivano le proprie attrezzature sul gommone del Centro Diving Thalassoma di Paolo Palladino, assieme a Filippo, e sulla spaziosa barca di Lino Muraca, coadiuvato da Gennaro. In poco meno di mezz’ora arriviamo sul punto di immersione, 20 miglia a sud del camping Oasi che ci ospita e circa 2,5 miglia dalla linea di costa… effettivamente a poca distranza dal faro di Punta Stilo.


i sub con il rebreather si preparano a scendere in acqua

i sub con il rebreather si preparano a scendere in acqua

I preparativi incalzano e l’ora dell’immersione è giunta…mentre il gommone appronta trapezio e stazione decompressiva Lorenzo Del Veneziano distribuisce i compiti al proprio staff. Ordinatamente scendono in acqua e senza bolle spariscono nel blu dello Jonio solcato da un leggero grecale. Paolo è leggermente scettico in merito alla visibilità che i ragazzi potranno incontrare sul relitto… ” solitamente quando entra grecale, in profondità la corrente si muove da sud portando sospensione sul relitto… spero di sbagliarmi e che i ragazzi facciano una bella immersione!” ma dopo pochi minuti che i ragazzi si sono immersi il mare monta di qualche metro facendoci ballare in superficie.


Dopo una mezz’ora è il turno dei ragazzi che affiancano la spedizione… quindi si gettano Fulvio, Andrea, Max e Gabriele scendendo lungo la sagola del relitto per svolgere i compiti di supporto assegnati la sera prima nel briefing da Lorenzo. La sola che rimane in superficie è Elena che scenderà di li a poco per assistere il team nelle fasi di deco. Il tempo scorre lento… e lentamente anche il mare va placandosi.

Elena e Filippo, sommozzatori di assistenza, scendono a recuperare il materiale del team e dei ragazzi scesi poco dopo… Dopo 150′ il team Gio’Sub Exploro Millo inizia a riapparire in superficie con Lorenzo Del Veneziano e Gianluca Bozzo che, una volta riguadagnato il gommone, ci raccontano della pessima visibilità incontrata e delle difficoltà che si sono trovati ad affrontare una volta sul relitto. “Comunque il lavoro l’abbiamo fatto…” esordisce Lorenzo “nonostante la visibilità non superasse i 4/5metri il relitto è veramente bello, enorme ed offre molti spunti per realizzare un buon lavoro!“. Dopo altri venti minuti riaffiorano anche Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori che avevano effettuato un 40′ di tempo di fondo… Si rientra in porto… per vedere il materiale foto e video realizzato.

Scarichiamo tutta l’attrezzatura dividendocela tra il PU dello staff Gio’Sub e i mezzi dei ragazzi.

Le impressioni arricchiscono l’immersione e la scarsa visibilità incontrata sul fondo… tutti hanno visitato porzioni diverse del relitto ma ognuno è stato felice di aver partecipato e contribuito al lavoro della spedizione.

Archiviamo l’immersione con propositi nuovi per la giornata di domani!

SECONDO GIORNO

La perturbazione meteorologica inseritasi nel nostro Paese all’inizio della settimana rende la vita difficile ai ragazzi della spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009. Anche oggi ci svegliamo poco dopo il sorgere del sole per trovare il camping Oasi di Badolato bagnato da una pioggerella insistente…anche se le previsioni ed il cielo ci regalano abbondanti sprazzi di sereno.


il team sul gommone del Thalassoma Diving Center

il team sul gommone del Thalassoma Diving Center

Carichiamo tutte le attrezzature sul furgone dello Staff Gio’Sub e sulle auto dei partecipanti per avviarci verso il porto dal quale il gommone del Diving Thalassoma di Andrea Paladino, che per primo trovò e scese sul relitto dell’Ammiraglio Millo, ed il Caroline di Lino Muraca ci attendono per le operazioni della giornata. Le condizioni del mare sembrano garantire una buona navigabilità e, come sperano un po’ tutti quanti, una visibilità superiore a quella di ieri…


Ma bastano pochi minuti di navigazione verso sud che il mare inizia a montare e ad incresparsi. Bassi nuvoloni grigi ci vengono incontro con rapidi scrosci di pioggia leggera. Sotto il tendalino del gommone del team Gio’Sub Exploro Millo 2009 trova riparo il fotografo Paolo Sala, di Inimmaginabile Studio, che riprende stoicamente le operazioni mentre i ragazzi di Lorenzo Del Veneziano iniziano a prepararsi per entrare in acqua.

Ragazzi c’è corrente molto forte…” esordisce Lorenzo Del Veneziano osservando l’angolo dell’ormeggio sul relitto “sembra superficiale ma ha l’aria di spingere come un fiume in piena!” la cosa viene confermata anche dall’amico Paolo Palladino la corrente spinge verso sud…anche se il vento è di libeccio, ci sono le premesse per cui il relitto si presenti pulito e vi offra una buona visibilità!…

Mentre i sommozzatori del team di Lorenzo Del Veneziano scendono in acqua e spariscono sul pedagno del relitto i ragazzi che affiancano la spedizione, a bordo del motoscafo di Lino, seguono le operazioni rendendosi disponibili a dare una mano dove necessiti al team di Lorenzo.

Sono tutti subacquei tecnici esperti e fin da subito capiscono che il mare oggi sarà impegnativo e le condizioni di corrente metteranno a dura prova le loro capacità. Infatti registriamo alcune rinunce per l’eccessiva corrente di superficie che non permette ai partecipanti di raggiungere il pedagno del relitto. Ma la sicurezza ed il buon senso vengono prima di tutto! E dopo qualche momento di sconforto una risata liberatoria cancella tutto… pronti a fare assistenza ai compagni in acqua attendiamo il riemergere dei nostri esploratori.


Andrea e Fulvio

Andrea e Fulvio

Il tempo cambia ancora regalandoci una bella ma fastidiosa onda lunga. La stessa si ingrossa, sotto il vento che aumenta, non permettendo alle imbarcazioni di rimanere al fianco…”l’ormeggio strappa troppo…meglio sganciare…!” mentre la stazione decompressiva ed il trapezio per l’ultima sosta viene calato in acqua il motoscafo di Lino recupera la cima ed in pochi secondi si trova ad un centinaio di metri dal gommone della spedizione.


Dopo diversi minuti affiorano i primi ragazzi che affiacano la spedizione, sono Andrea e Fulvio che avevano il compito di guidare la videocamera negli squarci aperti e nei tubi lanciasiluri del relitto… “ragazzi una fatica incredibile stare sul relitto e sul pedagno ma la visibilità sul relitto era spettacolare!” provati dall’esperienza riguadagnano il loro posto sulla barca di Lino. Provati ma euforici per la bella immersione fatta.

Passano più di due ore prima che il team Gio’Sub Exploro Millo inizi a riapparire in superficie con Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori che , una volta riguadagnato il gommone, ci raccontano dell’esperianza: “Ottima la visibilità… abbiamo filmato tutto il fianco sinistro del relitto, Roberto ha trovato anche un boccaporto a poca distanza dal corpo del sommergibile. Le condizioni di lavoro erano pessime per la corrente che ci spostava ed abbiamo faticato a rimanere sul relitto! Abbiamo incontrato Lorenzo (Del Veneziano) che si è fatto passare la videocamera per completare alcune sequenze di ripresa!“. Diversi minuti più tardi riaffiora anche il capo della spedizione, provato ma esaltato dalla visibilità trovata.

Rientriamo al porto per scaricare i mezzi e tornare al camping a riposare e riscaldarci dalla giornata uggiosa.


Giuseppe Sala e il "Deep Blue Diving"

Giuseppe Sala e il "Deep Blue Diving"

TERZO GIORNO

Ed alla fine anche sulla spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009 appare il sole! Giovedì 25 giugno. Terzo giorno di immersioni per il team di subacquei tecnici guidati da Lorenzo Del Veneziano, testimonial prodotti Gio’Sub. Dopo giornate di nuvoloni e scrosci di pioggia e temporali notturni… finalmente sembra che il sole ricompaia nella bella terra di Calabria. Dopo un veloce briefing operativo sulla pianificazione delle operazioni della giornata, vengono riarmate bombole e caricate le attrezzature necessarie a questo nuovo tuffo alla scoperta del relitto del R. Smg. Ammiraglio Millo.

Ancora una volta il piccolo porticciolo della Marina di Badolato vede scaricare numerosissime attrezzature da sub: dalle normali bombole ad aria per sommozzatori di assistenza, alle bombole decompressive ed i “bibo” dei subacquei tecnici che si immergono con trimix in circuito aperto…fino ai più evoluti rebreathers a circuito chiuso, del team di esploratori capitanati da Lorenzo Del Veneziano.

Oggi lo Jonio sembra accettare la nostra presenza. Il mare è piatto e di un bel colore turchese. Procediamo in navigazione sotto costa per poi dirigerci al largo in prossimità del faro di Punta Stilo. In poco meno di una mezz’ora, nonostante il carico, la spaziosa imbarcazione di Lino Muraca (Deep Blue Diving) ed il bel gommone di Paolo Palladino (Thalassoma Diving Center) raggiungono il punto di immersione. “C’è vento di grecale con mare calmo… dovrebbe essere una giornata di buona visibilità sul fondo…” commenta Paolo, con la sua esperienza da scopritore del relitto.


l'ormeggio sul pedagno

l'ormeggio sul pedagno

Una volta approntato l’ormeggio sul pedagno possiamo tutti constatare che oggi non avremo la fastidiosa onda lunga del giorno precedente e che non “balleremo troppo”. Rapidamente si montano le aste del trapezio per la decompressione ed i primi membri del team di Gio’Sub Exploro Millo 2009 scendono in acqua: iniziano la discesa sul relitto Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori, trasportando la macchina da presa in alta definizione sul relitto e seguendo il programma dell’esplorazione odierna.


25′ di tempo di fondo sul relitto, a oltre 70mt di profondità, regalano ai nostri esploratori un 70minuti di decompressione che svolgono in diverse tappe risalendo sul pedagno fissato da Lino e Paolo nel fine settimana. Dopo oltre un’ora e mezza dalla loro silenziosa scomparsa nei flutti del mare. Riappaiono Gianluca Bozzo, e poco dopo alcuni suabcuei tecnici che avevano effettuato l’immersione sul relitto a distanza di 15-20 minuti dal team di Lorenzo Del Veneziano. Raggianti ed euforici della superba esperienza ci confermano ” Una visibilità

stupenda!!! Corrente leggera, ma è troppo bello questo relitto. E’ enorme e le sovrastrutture oggi si vedono in maniera spettacolare!… Antenne e goniometro di macchina, torretta e i due cannoni si stagliano verso la superficie… i tubi lanciasiluri sono ben individuabili e gli squarci dell’affondamento sono veramente impressionanti!è stranissimo e scenografica la sua posizione… con l’elica poco sollevata dal fondo a prima vista sembra un sommergibile armato in agguato sul fondo… ancora in attesa del proprio nemico!”


uno dei sommergibile della classe "Millo" in banchina

uno dei sommergibile della classe "Millo" in banchina

Dai dati in nostro possesso (fonte www.regiamarinaitaliana.it) la classe di sommergibili Ammiraglio erano, effettivamente, delle macchine enormi, rispetto ai normali mezzi subacquei… progettati per missioni impegnative e lunghe permanenze in mare aperto (tre motori diesel per un’autonomia di oltre 20mila miglia di navigazione). L’unico mezzo della nostra marina in grado di lanciare contemporaneamente sei siluri, anche se di dimensioni leggermente inferiori ai tradizionali 533mm.


Una grande giornata in mare. Ottime condizioni per lavorare e uno staff che è riuscito a dare una mano concreta alla realizzazione delle immagini ed alla mappatura del relitto che, nel debriefing post immersione, suggerisce spunti per il lavoro del giorno dopo. Lorenzo Del Veneziano raggiante per le immagini che è riuscito a realizzare e per avere potuto vedere nella sua piena bellezza anche questo relitto “Un relitto bellissimo, enorme, un mezzo che il nostro Paese ha realizzato e che è stato di grandissimo aiuto nelle operazioni belliche della

Seconda Guerra Mondiale…ce n’erano solo quattro di sommergibili come questo… ( R. Smg Amm. Saint Bon, Cagni, Caracciolo e il Millo, ndr.)… erano progettati per andare in Atlantico, erano i primi mezzi con condizionamento a freon, e gli unici con un arsenale bellico grandioso, 14 tubi lanciasiluri… un mezzo che a vederselo li ora… è una sensazione indescrivibile. Sono contentissimo di essere venuto fin qui per fotografarlo…ed anche che il mio stesso entusiasmo abbia catturato amici e conoscenti che mi hanno accompagnato fin qui ed anche sul relitto… con la giornata di oggi poi…abbiamo fatto centro!

QUARTO GIORNO – Rientro della Spedizione

Rientra la nuova spedizione Gio’Sub Exploro Millo 2009. Partita il 21 giugno per iniziare le immersioni sul relitto del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo il 22 giugno la spedizione ha concluso il proprio lavoro ed ora è tempo di vedere quello che siamo riusciti ad ottenere.

Ancora una volta un pool di aziende, alcune direttamente interessate alla promozione dell’evento ed altre interessate al recupero della memoria di un pezzo della nostre recente storia, hanno partecipato concretamente permettendo la riuscita e la buona realizzazione della spedizione.


parte della torretta del Millo

parte della torretta del Millo

Il capo della spedizione il fotografo e video operatore subacqueo Lorenzo Del Veneziano è soddisfatto del lavoro fatto “Come sempre è stato un grosso lavoro di squadra!” ha detto ai microfoni di Telejonio, intervistato dal prof. Laganà, poco prima del rientro a Genova. “Abbiamo trovato un mare difficile ma stupendo!” prosegue il testimonial dei prodotti Gio’Sub “…siamo arrivati in Calabria accolti da una perturbazione che ci ha regalato pittoreschi arcobaleni ma anche una scarsissima visibilità in acqua! Il primo tuffo esplorativo è stato difficoltoso visto che sul relitto, a 70mt di profondità abbiamo trovato meno di 3mt di visibilità. Il sedimento fangoso e la scarsa luce fornita dal celo nuvoloso ci hanno reso difficoltoso il lavoro… Il giorno dopo il vento è girato a grecale regalandoci una visibilità meravigliosa sul relitto…ma la corrente era tremenda, un fiume in piena che ci ha costretto a diversi ancoraggi con cime lungo il pedagno per non essere portati via…il relitto è stato ripulito dalla corrente di profondità e già dai -54mt si scorgeva l’imponente sagoma scura.


Li abbiamo potuto avere un buon colpo d’occhio sull’intero relitto. Enorme e stupendo! Appoggiato sul fondo in modo molto scenografico…sembra ancora in attesa del proprio nemico!” nonostante durante quella seconda discesa molti sommozzatori che hanno affiancato la spedizione non siano riusciti a raggiungere il pedagno, in quanto sfiancati dall’eccessiva corrente, abbiamo potuto lavorare in tranquillità e realizzando immagini foto e video di incredibile nitidezza. “I successivi giorni siamo stati graziati dal grecale che ci ha portato via le nuvole ma anche dato una corrente che garantisse un’ottima visibilità sul Millo! Gli squarci dei siluri dell’Ultimatum sono ben visibili a poche pinneggiate dal pedagno; la torretta è veramente imponente ed al suo interno abbiamo potuto girare alcune scene tramite la microcamera montata su di un’asta… Impossibile penetrarci con le nostre attrezzature! Mentre dagli squarci abbiamo potuto entrare per documentare alcuni ambienti…” un piccola pausa di Lorenzo Del Veneziano che pensando alle parole più adatte si apre in un sorriso ammirando l’orizzonte “Il tempo si è fermato li dentro… e nonostante il disastro dell’affondamento molte strutture e le attrezzature di bordo sono ben conservate… a distanza di 67 anni non credevamo di trovare un mezzo così ben conservato! E grazie alla disponibilità di Lino Muraca del Deep Blue Diving e Paolo Palladino (lo scopritore del Millo e responsabile del Thalassoma Diving Center di Soverato, ndr.) siamo stati in grado di ritrovare alcuni testimoni di quell’affondamento…che ci hanno ospitato e regalato le emozioni di quei giorni, ricordi ancora vivi in loro! Un ringraziamento va a tutto il Team che mi accompagna oramai da diversi anni, all’organizzazione della Gio’Sub che ci ha permesso di realizzare il nostro lavoro al meglio…ed anche in questo splendido mare!
L’obbiettivo della Gio’Sub era quello di riportare alla luce il relitto del Sommergibile Ammiraglio Millo, Battello della Regia Marina Italiana silurato dal sommergibile inglese Ultimatum al largo di Punta stilo (14 marzo 1942) durante il ritorno dalla missione di approvvigionamento truppe italiane in Nord Africa durante la Seconda Grande Guerra Mondiale. Sommergibile della classe Ammiragli (della quale ne sono stati creati solamente 4, ndr.) , più grandi e moderni destinati alle missioni in pieno oceano e per il quale erano preparati a rimanere in mare per oltre 6mesi senza mai toccare terra. Gli unici sommergibili della Regia Marina con ben 14 tubi lanciasiluri ed in grado di lanciare 6 siluri contemporaneamente anzichè i 4 classici degli altri battelli. Mezzo nel quale hanno perso la vita 57 dei 74 imbarcati a bordo, ricordati nella targa commemorativa deposta dalla spedizione appena rientrata. E della vicenda è stato possibile ritrovare in loco dei testimoni oculari intervistati dai reporter della spedizione per raccogliere materiale destinato alla realizzazione del documentario della spedizione..


sul Millo

sul Millo

Il relitto

: Sommergibile Ammiraglio Millo della Regia Marina Italiana, coordinate prua relitto 38°27′ 598″ nord – 16° 36′ 581″ est; poppa 38°27′ 648″ nord – 16° 36′ 591″ est. Stazza 1700 tonnellate di dislocamento. Lungheza 87,9mt il terzo della classe ammiragli costruito dai cantieri CRDA di Monfalcone e varato il 16 otttobre 1939 – affondato il 14 marzo 1942 causa siluramento.


La spedizione è stata realizzata dalla Gio’Sub assieme alle aziende Fervorari Rottami, Olmeva, Ense srl, Casa&Rossi, Edilfaro, ParisiSub, Inimmaginabile Studio ed il magazine Life Instile che hanno messo a disposizione un loro fotografo, RedRescue presidi di Salvataggio, PILSport Bank Investiment ed il Centro Sub Tigulio. Guidata dal fotografo subacqueo e scopritore di relitti genovese Lorenzo Del Veneziano già alla guida delle precedenti esplorazioni con Gio’Sub (Exploro Yolanda e Bianca C) della quale è testimonial prodotti. Recentemente reduce da un performance sul mercantile grego Pramnoss affondato al largo dell’argentario e trovato a -125mt di profondità e reporter che collabora con numerose riviste di settore italiane ed estere.

Elena

Elena

Oltre a Lorenzo Del Veneziano il team della spedizione ha visto la partecipazione di Gianluca Bozzo, Lorenzo Stucchi e Roberto Liguori già nei precedenti team di Gio’Sub Exploro ed affiatati collaboratori del fotografo genovese in numerose esplorazioni in grotta, su relitti profondi e nelle ricerche del U-Boot ritrovato nel Tigulio. Oltre a loro si sono aggiunti subacquei tecnici di diverse associazioni subacquee che hanno potuto immergersi sul relitto del Sommergibile Ammiraglio Millo ed aiutare concretamente il team di Del Veneziano con parti, piccole ma importanti, nell’esplorazione del sommergibile… di circa 90mt di lunghezza portando a casa una fantastica esperienza, come ci hanno dichiarato nei loro messaggi entusiastici al rientro della quotidianità.Il Team e lo staff di Exploro Millo ha trovato base logistica presso il Camping Oasi di Badolato Marina, ringraziando la gentilezza della Sig.ra Silvana che ci ha permesso di lavorare al meglio e di mantenere vicine le nostre attrezzature. Gli esperti del Millo Paolo Palladino e Lino Muraca, i gentilissimi Gerardo Manello, Filippo e Danilo che ci hanno dato una mano nella realizzazione della logistica in loco.

Il piccolo ma pratico compressore Olmeva al seguito ci ha permesso di effettuare le ricariche necessarie alle operazioni quotidiane, oltre alle bombole della ditta bresciana Cima Estintori, il tutto ci ha permesso di lavorare in autonomia ed essere indipendenti nelle operazioni di esplorazione. La sicurezza è stata programmata e seguita dal Dottor Leandro Astolfi ed chiedendo informazioni sulla logistica in loco al DAN (Divers Allert Network) l’associazione medico scientifica che si occupa della prevenzione e del trattamento degli incidenti legati all’attività subacquea.

Un ringraziamento a tutti i partecipanti ed alle meravigliose persone che abbiamo avuto modo di conoscere durante la spedizione appena rientrata: da Pietro Caporale e tutti gli amici del Bar, gli abitanti di Santa Caterina dello Jonio, la disponibilità del Corpo dei Carabinieri ed il Corpo Forestale Dello Stato.

I giornalieri dell’esplorazione sono già stati pubblicati nelle pagine del sito della Gio’Sub e vedremo di aggiornarlo con il resto del materiale a disposizione.

Ancora una volta dalla Gio’SubEsplorazione Compiuta.

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