I subacquei dovrebbero saperlo, e dovrebbero saperlo pure i diportisti, ma è utile puntualizzare e tenere presenti le nuove norme riguardanti i subacquei e le immersioni che sono state introdotte dal recente Decreto Ministeriale n. 146 del 29/7/08, costituito dal regolamento di attuazione dell’art. 65, lettera g, del cosiddetto “Codice della Nautica da Diporto” (DL 18/7/2005 n. 171), a sua volta attuativo della direttiva CEE 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n.172.
Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 22 settembre 2008 (suppl. ord. n. 223) ed entrate in vigore il 22 dicembre 2008, le dette norme riguardano, in particolare, i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza che devono obbligatoriamente trovarsi a bordo delle unità da diporto impiegate come appoggio per le immersioni subacquee sportive e ricreative, e i mezzi di segnalazione che i subacquei devono obbligatoriamente portare con sè durante l’immersione.
In questo articolo parleremo del secondo argomento, i mezzi di segnalazione, riservando l’altro argomento, dei mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza, al prossimo numero della rivista.
L’articolo 91 del citato DM dispone, in primo luogo, che il subacqueo in immersione ha l’obbligo di segnalarsi con il galleggiante di cui all’articolo 130 del decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639. Fin qui nessuna novità: il galleggiante è quello solito.
La norma precisa poi, logicamente, che in caso di più subacquei in immersione è sufficiente un solo segnale.
Oltre il detto galleggiante, ove esso individui un gruppo di subacquei in immersione, ogni subacqueo del gruppo deve essere dotato di un “pedagno o pallone di superficie gonfiabile”.
Questo utile aggeggio, familiarmente chiamato e conosciuto dai subacquei come “cazzillo”, costituito da un galleggiante cilindrico che viene gonfiato con l’erogatore in immersione e inviato in superficie legato ad una sagola, diviene dunque obbligatorio per legge in ogni immersione di gruppo, segnalata dal galleggiante comune. Esso deve essere di colore ben visibile (normalmente arancione/rosso brillante) e munito di sagola di almeno cinque metri e dovrà essere utilizzato dal sub in caso di separazione dal gruppo, e quindi dal galleggiante comune. Il sub separato dal gruppo dovrà dunque spedirlo in superficie prima di risalire, da solo, onde segnalare la sua presenza e comunicare alle imbarcazioni di passaggio di tenersi a distanza.
La legge parla del sub separato, ma la disposizione riguarda ovviamente anche la coppia separata o, più genericamente, i subacquei separati dal gruppo segnalato dal galleggiante. E’ da ritenere però che in tal caso sia sufficiente utilizzare un solo pedagno per la coppia o i subacquei separati che risalgano insieme e uniti. Infatti il pedagno, così come il galleggiante di segnalazione del gruppo, impone alle imbarcazioni in transito di tenersi ad una distanza minima 100 metri dal segnale stesso, e i subacquei hanno l’obbligo di tenersi entro un raggio di 50 metri dalla verticale dei segnali che ne individuano la presenza, quello di gruppo o quello individuale.
In caso di immersioni notturne, poi, il galleggiante di segnalazione del gruppo deve portare una luce lampeggiante gialla, a giro di orizzonte (360 gradi) visibile ad una distanza non inferire a trecento metri.
La legge non dispone espressamente, per le immersioni notturne, in merito alle segnalazioni di emergenza che il singolo subacqueo debba avere con sé. La struttura della norma lascia però intendere che anche nelle immersioni notturne il subacqueo debba essere munito e debba utilizzare, in caso di emergenza, il pedagno individuale. E’ comunque consigliabile che ogni sub in notturna sia sempre individualmente segnalato da una strobo tipo Cyalume.
Come si è già accennato, la legge considera una verticale tra i segnali di individuazione di sub, in gruppo o isolati, dalla superficie verso il fondo. I subacquei devono operare entro i 50 metri da tale verticale e le imbarcazioni in transito devono tenersi a non meno di 100 metri dalla stessa verticale, lungo la quale o nella cui prossimità potrebbero risalire i subacquei e trovarsi in sosta a pochi metri sotto la superficie o emergere.





