
Nanni Cozzi, attuale Presidente ADiSUB
Nanni Cozzi, ingegnere definitivamente – per nostra fortuna, ma forse non sua – ceduto dall’industria alla subacquea, è in via di scadenza nella sua funzione di Presidente di ADiSUB. Sotto il suo governo (ma non solo per merito suo, come correttamente fa notare) l’Associazione ha conseguito alcuni risultati positivi nei vari confronti che contrappongono il movimento della subacquea ai vari legislatori che, qua e là per la nostra pazza penisola, si stanno impegnando a fondo per mettere lacci e lacciuloli alla nostra attività, sia dal punto di vista di tasse e balzelli sia, ancor più preoccupante, imponendo limiti e obblighi normalmente destituiti da ogni fondamento. Nell’intervista che SOTTACQUA gli ha fatto non si parlerà solo di questo, ma è interessante ascoltare dalla voce di uno dei maggiori conoscitori del nostro mondo, nel quale naviga da protagonista da oltre un quarantennio, cosa abbia fatto ADiSUB in questi anni, cosa si riprometta di fare, i risultati ottenuti e considerazioni varie sul mondo della subacquea.
SOTTACQUA – ADiSUB e la Convention: siamo alla puntata numero……
Nanni Cozzi – quattro, siamo alla quarta edizione: una, la prima a Roma, quindi le due di Milano e ora di nuovo a Roma…
SA – … ecco, allora giusto per iniziare con le domande spinose fin dall’inizio, precisiamo che ce ne sarebbe dovuta essere un’altra edizione, agli inizi di quest’anno, che è saltata, quali conseguenze ha avuto questo “intoppo”?…
NC – prima di tutto diciamo che siamo stati noi a decidere di non farla per una serie di ragioni che fondamentalmente si possono riassumere nel periodo sbagliato: non potendola fare – per pregressi impegni assunti dalle quattro agenzie – nel periodo tradizionale, storicamente adattissimo, ovvero fine novembre-inizi di dicembre, l’abbiamo spostata ai primi di gennaio e strada facendo ci siamo resi conto che andavamo ad impattare sul Salon de la Plongée, su Dusseldorf e sull’EUDI e sia i partecipanti sia coloro che ci sostengono, gli sponsor, non erano molto interessati perché, alla fine, la Convention andava ad inserirsi tra altre manifestazioni, di tipo diverso ma che richiedono, comunque, un budget. A questo punto, piuttosto che far le cose male, ci siamo ritrovati a decidere di rimandare. Avremmo potuto farla lo stesso, ma sarebbe stato un errore perché, date le circostanze, avrebbe avuto molto meno successo delle precedenti edizioni. Comunque, per rispondere alla tua domanda, nessuna conseguenza.

la stretta di mano tra i due Presidenti, Nanni Cozzi per ADiSUB e Aldo Torti per CIAS dopo la dichiarazione congiunta di cooperazione
SA –
entriamo quindi nel merito delle attività di ADiSUB: il tempo passa, in cosa va avanti la didattica in generale e l’Associazione in particolare, ricordiamo, per esempio, che quest’anno c’è stato l’accordo programmatico con CIAS…
NC – guarda, questo accordo con CIAS c’entra di più con ADiSUB che con la Convention dove, comunque, ci sarà traccia di questo… Io sono molto contento perché questo è stato l’anno della concordia e della sinergia. Ci sono stati due fatti, uno quello che hai citato dell’accordo con CIAS con la quale abbiamo portato avanti il lavoro con la Regione Liguria per i cambiamenti alla legge che regola la subacquea, legge e cambiamenti che non hanno molto soddisfatto il popolo dei subacquei perché noi non li riteniamo confacenti alle necessità di una subacquea regionale. Si è fatta un po’ di confusione tra chi in Liguria ci deve lavorare e chi invece ci va, provenendo da altre regioni, per chiudere corsi o fare gite, usufruendo delle imprese locali. Hanno stabilito regolamentazioni un po’ strane. Noi ci siamo messi a lavorare insieme a CIAS con loro e qualcosa abbiamo ottenuto… ma diamo tempo al tempo… Comunque questo è stato il primo episodio di quella concordia e sinergia con CIAS di cui parlavo prima. Non dimentichiamo la sinergia con il ministero dei trasporti per il Regolamento di Sicurezza delle imbarcazioni diving. Poi c’è stato l’episodio del progetto di legge 344 che poi è stato unito ad un altro progetto di legge per andare a costruire un progetto globale per una legge quadro che dia delle direttive alle regioni a supporto delle leggi regionali che verranno poi fatte. Anche qui la cosa si è molto allargata perché ci siamo ritrovati non solo con CIAS ma anche con FIPSAS e con ASSOSUB. Ci siamo veramente ritrovati dalla stessa parte, a ragionare insieme, e insieme abbiamo esercitato la giusta pressione sul relatore che aveva preparato la legge per andare in una direzione accettabile per il mondo della subacquea. Una direzione che ponga delle regole – che ci vogliono, contrariamente a quello che pensano quelli che le regole non le vogliono per farsi i loro comodi – regole che siano comunque seguibili, che spingano la subacquea, perché sono inutili quelle, severissime, che poi nessuno è in grado di controllare né di rispettare.
SA – quindi possiamo dire allora che ADiSUB sta assumendo una connotazione di carattere “politico”…
NC – …. ma, sai Paolo, questo è proprio nello scopo statutario: ADiSUB si costituisce principalmente come controparte delle istituzioni. Rappresenta gli interessi del settore – in particolare delle didattiche che ne fanno parte…
SA – … una sorta di sindacato?…
NC – ma, la definizione di sindacato mi va un po’ stretta…

il tavolo di presidenza alla tavola rotonda degli organizzatori all'ultimo ADiSUB
SA –
… un sindacato all’americana…
NC – … sì, forse un sindacato all’americana… forse sarebbe più corretto definirlo una lobby, all’americana. Comunque io lascerei perdere questa definizione di sindacato, ma anche quella di lobby: ADiSUB è un’Associazione di settore che rappresenta una particolare area che è quella della didattica, nei confronti delle istituzioni. D’altra parte io rivendico la presenza della didattica in questo ruolo perché i tipi di regole che vengono portate avanti sono tutte funzioni di un insegnamento che i subacquei ricevono, per cui, più armonia c’è tra queste cose più sarà facile creare gente che capisce quello che fa, da un lato, e mette in grado le istituzioni di controllare più agevolmente e di fare le cose più correttamente da un altro. Quindi, per tornare alla tua domanda, ADiSUB ha certamente una connotazione di tipo politico perché ce l’ha nello statuto come scopo principale. I sub-scopi poi sono l’ambiente, gli standard RSTC, la promozione dell’attività subacquea… però di fatto si costituisce per essere un’interfaccia con stato, regioni, istituzioni in generale, ponendosi come un organo consultivo, per far ascoltare la nostra voce a coloro che legiferano. In ogni caso noi siamo nel comitato tecnico della Regione Liguria, abbiamo dato un contributo essenziale alla revisione degli articolo 90 e 91 del Regolamento di Sicurezza delle imbarcazioni da diporto, utilizzate come appoggio alle immersioni, abbiamo partecipato – ufficialmente – al sub-comitato che la Commissione Lavoro della Camera ed il relatore hanno formato, per migliorare la prima compilazione del pdl 344.
SA – … ma una funzione non solo consultiva ma anche legiferativi, a livello locale?…
NC – … ma, come ho detto, in alcune commissioni locali ci siamo, nella Regione Liguria ci siamo… in altre regioni siamo presenti con una funzione consultiva, per esempio nell’ambito della formazione nella Regione Sicilia dove è presente un nostro uomo che sta partecipando… Abbiamo partecipato, in maniera sfumata, a quella Toscana…

Aldo Cimino e Paolo Bastoni alla tavola rotonda su "legge e subacquea" organizzata da SOTTACQUA all'ultima Convention ADiSUB
SA –
cambiamo argomento: la didattica rappresenta una metà del cielo della subacquea, l’altra metà è costituita dai produttori…
NC – … secondo me sono tre le realtà però: non dimenticherei i tour operator, che si muovono molto e fanno un’opera di promozione spesso meritoria…
SA – … sono d’accordo, anche i tour operator rappresentano una fetta importante del cielo della subacquea, però adesso mi riferivo alle componenti “primarie”, senza le quali non è possibile fare attività subacquea né andare in viaggio con un TO: chi fa i corsi per insegnare l’attività subacquea e chi produce le attrezzature senza le quali sott’acqua non ci si può andare…
NC – … sì, in questa ottica sono d’accordo con te…
SA – … quindi, parlando delle aziende, che hanno dimostrato interesse per ADiSUB vista la presenza di alcune di loro nelle passate edizioni della Convention, e rappresentano con voi le due metà della mela che è costituita dai “produttori di subacquea” e si sono al loro volta costituite – almeno le sette maggiori, per ora – in un’organizzazione, la CONFISUB che opera sotto l’egida della CONFINDUSTRIA, è quindi pensabile nel futuro più o meno immediato un’azione sinergica vostra e loro?
NC – bisogna capire bene le differenze tra le varie associazioni: ADiSUB e CIAS sono associazioni che raggruppano le didattiche e svolgono le funzioni di cui si è parlato fin qua. Poi ci sono altre associazioni, che raccolgono gli operatori del settore, delle quali peraltro anche le didattiche fanno parte, una è CONFISUB – nella quale sono presenti PADI e SSI – e l’altra è ASSOSUB. Lì c’è il confronto, la collaborazione tra i vari settori merceologici. Poi, se tu mi vuoi far dire che questa collaborazione potrebbe migliorare io raccolgo volentieri la provocazione e ti dico che sì, potrebbe migliorare. Però di fatto c’è, esiste, il primo passo è stato fatto. Adesso io di ASSOSUB so poco perché non ci vado, ma in CONFISUB le didattiche hanno ottenuto attenzione, sono nel consiglio direttivo, parlano con i produttori, ci si confronta… sì, quello che tu auspichi è iniziato, speriamo che abbia sviluppi più concreti, anche più fattivi, proprio nel senso pratico della parola. La strada è quella e sta iniziando a funzionare…

gli stand degli sponsor all'ultima Convention milanese
SA –
… e in questa quarta edizione della Convention si inizierà a vedere qualcosa?…
NC – la presenza stessa di alcuni importanti produttori di attrezzature che, proprio con la loro presenza, sostengono la nostra attività di Convention, ti dimostra che ci si sta muovendo in quella direzione.
SA – cambiamo argomento: sul piano interno ad ADiSUB ci saranno cambiamenti? Ci saranno prospettive di ampliamento? Nuove didattiche che entreranno? Girano voci…
NC – quasi contestualmente all’ultima volta che abbiamo parlato di ADiSUB era entrata la DAN, che non si occupa solamente di didattica, come ben sai, ultimamente c’era un’altra didattica RSTC che aveva fatto grandi proponimenti ma che poi non è mai entrata, e io non ne so le ragioni, sinceramente, e poi ci sono dei discorsi con un altro paio di agenzie. D’altra parte ci vogliono delle caratteristiche precise per entrare in ADiSUB, una fondamentale, per esempio, è quella di credere fortemente nelle sinergie di tipo politico e, qualche volta, la sinergia presuppone qualche piccola rinuncia. Ci sono delle agenzie che ci sarebbero state benissimo in ADiSUB, ben organizzate, con un buon prodotto, credibili, presenti sul territorio, ma che evidentemente hanno ritenuto di non voler rinunciare a nulla della loro politica, e quindi non entrano perché non interessa questo tipo di tipo di approccio. D’altra parte noi, tra PADI, SSI, IDEA e DAN rappresentiamo una consistente parte della didattica in Italia…
SA – a livello di praticanti, di subacquei, ADiSUB tu hai la sensazione, il sentore che venga percepita?
NC – abbastanza, non quanto vorrei, d’altra parte è abbastanza logico che sia così perché essendo una associazione di didattiche queste fanno informative a trainer e course director e, in cascata, qualcosa si perde. Inoltre il subacqueo medio è pochissimo interessato alla politica, è interessato ad andare nel diving ed essere trattato correttamente, quindi noi non siamo gli interlocutori del subacqueo “normale”…

Nanni Cozzi è anche trainer SSI e uno dei maggiori esponenti della didattica USA in Italia
SA –
quanti istruttori si può pensare siano rappresentati in ADiSUB?
NC – non credo di essere in grado di rispondere, però vedi, a noi queste cose non interessano: noi vogliamo fare un discorso molto più generale, un discorso politico, quindi a noi preme incidere sul territorio… tra l’altro tu sei stato protagonista di quanto sto per dire. Quando dirigevi l’altro giornale hai fatto una raccolta di dati dalle singole agenzie, bene, io faccio didattica da quarantun anni, quindi questo mondo un po’ lo conosco. Ho letto cose assolutamente fantasiose. Quindi è inutile stare qui a menarcela su questi dati… se mi fai un discorso sui brevetti è diverso, questo discorso sugli istruttori in attività è difficilmente controllabile…
SA – allora passiamo ad un discorso sui brevetti: si continua a dire che la subacquea è in crisi, com’è la situazione brevetti?
NC – guarda, certo i numeri del 2000 è difficile ripeterli, in Italia la recessione strisciante c’è dal 2003-2004, ma la crisi forte c’è stata dal 2007, anzi, dall’estate 2008, quando sono crollate le borse… Comunque, cali disastrosi nelle certificazioni non ce ne sono stati, c’è stata dal 2005 una “pausa di riflessione” però drammi no, questo te lo do per certo per l’SSI, ma credo che anche per gli altri membri ADiSUB sia lo stesso. A noi dell’Associazione pare addirittura di vedere nel 2009 una leggera ripresa rispetto al 2008, quindi tragedie di fatturato sui kit e sulle certificazioni io, sinceramente, non ne vedo. Forse qualche riduzione, qua e là, ma nulla più.
SA – per finire in modo marzulliano: concludi con un commento libero rispetto alle linee programmatiche ADiSUB, a quello che volete fare, i vostri obbiettivi, quali sinergie volete sviluppare…

Nanni Cozzi rilassato: sa che la strada imboccata da ADiSUB è quella vincente
NC –
io più che un proclama vorrei farti un’analisi della situazione: sicuramente ADiSUB sta facendo un lavoro eccellente in continua crescita. Io non mi voglio prendere i meriti per quanto è accaduto nel biennio da me presieduto perché è stato un fatto storico, una conseguenza del lavoro svolto prima, delle basi poste dal 2002 in avanti, adesso stanno venendo fuori i risultati. Quindi io mi sono trovato a lavorare – forse più degli altri – ma perché sono uscite, appunto, le cose preparate prima, ma ribadisco che non è merito mio, è merito della politica e delle persone di ADiSUB negli anni passati. Soprattutto nei rapporti con le istituzioni: abbiamo mille cose in ballo, con i Vigili del Fuoco per l’accettazione dei brevetti di tutte le agenzie, siamo in contatto con il Ministero della Difesa per le stesse ragioni, ma queste sono tutte cose che vanno avanti da sole. Il tavolino di quest’anno, ho gia avuto modo di dirlo, si regge su tre grosse gambe: la prima è stata il regolamento di sicurezza delle imbarcazioni da diporto, che è un decreto ministeriale al quale ADiSUB ha lavorato con le Capitanerie di Porto dal 2005, e il risultato è stato buono, noi l’abbiamo presentato all’EUDI proprio con la Guardia Costiera, la seconda gamba è il lavoro fatto in Regione Liguria, la terza gamba è il lavoro fatto per la legge quadro per la disciplina dell’attività subacquea. Sopra questo tavolo ci vuole la tovaglia di cui ADiSUB è comunque compartecipe, responsabile e che è il dialogo aperto con le altre didattiche non appartenenti ad ADiSUB, quindi con CIAS, nel caso della legge in Liguria, e con CIAS, FIPSAS e ASSOSUB nel caso della legge nazionale. È molto importante sottolinearlo perché – e qui entra il mio personale auspicio che le cose vadano avanti – più siamo e più ci stanno a sentire, e di lavoro da fare ce n’è parecchio. In seconda istanza – e sempre parlando di sinergie – ben vengano le collaborazioni per creare budget più grossi per manifestazioni, per pubblicità insieme ai produttori che hanno una potenza economica ben diversa rispetto a quella delle didattiche. Ecco, tu mi chiedi un auspicio, questo è quanto spero di avveri andando avanti.
La lunga chiacchierata con Nanni finisce qui, credo sia giusto che anche il subacqueo “normale” sappia, conosca queste cose, ne sia portato a conoscenza, perché dalle azioni – anche – di ADiSUB può scaturire una migliore fruibilità dei nostri mari. Personalmente non condivido del tutto la sua convinzione della necessità di norme, di una legge quadro che sancisca i limiti della pratica subacquea per tante ragioni che non è il caso di affrontare in questa sede, d’altra parte riconosco che ormai questa strada si è imboccata e allora meglio che a metterci mano siano personaggi come l’attuale Presidente di ADISUB o, comunque, qualcuno del nostro mondo, piuttosto che un qualunque legiferatore che non sa nulla né di noi né di mare. Ed in ogni caso è importante non lasciare le regioni a legiferare in maniera singola, spesso in contraddizione una con l’altra. In ogni caso ritengo che presenziare a questo quarto appuntamento, a parte l’interesse verso le tavole rotonde che si terranno nel corso del week end, sia un’ottima occasione per confrontarci tra di noi e prendere sempre più coscienza del nostro poter esser gruppo.
Non mi resta che chiudere, allora, con un “arrivederci a Roma a fine novembre”:





